Il consolidamento dei muri a sacco è essenziale per la stabilità e il miglioramento sismico degli edifici storici. Scopri le tecniche e i materiali adatti.
Usata già nell’antichità, la muratura a sacco è una tecnica caratterizzata da durabilità e semplicità di esecuzione, che prevede il parziale impiego di materiali incoerenti o di risulta, per risparmiare sulla costruzione di pareti di elevato spessore.
Perché resista alle sollecitazioni meccaniche, occorre un’elevata adesione tra le cortine esterne e il nucleo, che devono comportarsi come un elemento monolitico. Nelle murature storiche, tuttavia, spesso la coesione è insufficiente, a causa di vuoti interni o della mancanza di elementi di collegamento tra i paramenti.
In questo articolo esploreremo le soluzioni più efficaci per rinforzare internamente ed esternamente le pareti a doppia cortina.
Le fasi del consolidamento per muri a sacco
Il metodo più efficace per il consolidamento dei muri a sacco è l’iniezione di malta tramite pompe idrauliche in pressione o per gravità. Prima di procedere all’operazione, tuttavia, occorre effettuare alcuni passaggi preliminari, necessari per la riuscita del lavoro.
Innanzitutto, bisogna preparare le superfici murarie. Se le pareti non sono intonacate, i giunti andrebbero scarificati e successivamente i muri andrebbero sottoposti a idrolavaggio, per rimuovere polvere e detriti, e a una nuova stilatura.
Se le pareti sono intonacate, invece, occorre accertarsi che non vi siano zone di mancata adesione con il supporto, nelle quali possa insaccarsi la malta iniettata, ed eventualmente ripristinarle.
La fase successiva prevede l’esecuzione delle perforazioni nel paramento. I fori devono raggiungere il nucleo della muratura e, se le pareti sono molto spesse, andrebbero eseguiti su entrambi i lati. Per l’operazione vanno utilizzate sonde diamantate a rotazione, per evitare le vibrazioni.
24 ore prima dell’iniezione, sfruttando le perforazioni praticate, va eseguito un lavaggio interno delle murature con acqua in leggera pressione. Questo permetterà una migliore adesione del legante e di verificare che non siano rimasti punti attraverso cui la miscela possa defluire.
Solo dopo aver completato tutte queste fasi, si potrà iniziare a pompare la malta nei fori.
Iniezioni di miscele leganti per riempire i vuoti interni dei muri
La fase chiave nel consolidamento dei muri a sacco è l’iniezione delle miscele leganti attraverso i fori, in modo che il materiale si diffonda nella struttura e vada a riempire i vuoti nel nucleo.
La saturazione delle cavità permetterà di ristabilire una perfetta coesione tra lo strato interno e le cortine, conferendo maggiore stabilità e resistenza alle sollecitazioni meccaniche.
L’operazione è piuttosto delicata e va eseguita con un livello di pressione adeguato alla dimensione dei fori e allo stato della muratura. In caso di pressioni eccessivamente elevate, infatti, si rischia che la spinta idraulica provochi il distacco dei paramenti o la fuoriuscita del materiale attraverso i giunti.
Se le murature sono fortemente disgregate, l’opzione migliore è l’immissione della malta a pressione atmosferica per caduta naturale.
L’iniezione deve essere effettuata dal basso verso l’alto, operando per fasce. Per ciascuna sezione occorre sempre partire dalle zone laterali avvicinandosi progressivamente verso il centro, in quanto l’immissione del materiale comporta un aumento del peso delle murature che, se non si distribuisce l’aggravio in modo equilibrato, potrebbero collassare.
Attenersi alle modalità di iniezione corrette è fondamentale, ma per il buon esito del consolidamento dei muri a sacco è altrettanto importante scegliere il materiale di riempimento adatto.
Come scegliere la giusta malta da iniezione
La compatibilità chimico-fisica tra i materiali è il criterio che deve guidare nella scelta della malta per il consolidamento dei muri a sacco. L’uso di miscele non idonee, infatti, può compromettere la tessitura muraria, portando a esiti opposti a quelli che si intendeva conseguire.
L’obiettivo di questo intervento è il risanamento edilizio delle strutture e il miglioramento della staticità mediante l’aumento della collaborazione meccanica tra le diverse componenti murarie. Per raggiungerlo, bisogna evitare che le varie parti del sistema si comportino in maniera incoerente e scegliere materiali che riproducano quelli storici.
La malta dovrà avere un modulo elastico calibrato rispetto a quello dei materiali esistenti. In caso contrario, si avrà una distribuzione non omogenea delle tensioni e la struttura, invece di rafforzarsi, diventerà ancora più fragile e più soggetta a fessurazioni, scorrimenti e distacchi.
Al contempo, dovrà avere il giusto grado di fluidità, per riuscire a penetrare in tutti i vuoti ed evitare un ritiro eccessivo in fase di asciugatura. Inoltre, dovrà essere traspirante e priva di sali, per consentire l’evaporazione ed evitare i danni dovuti alla cristallizzazione.
Per le ragioni elencate, la scelta più idonea sono le miscele a base di calce, che sono le più simili alla malta antica.
Intonaco armato per il rinforzo superficiale
Nei lavori per migliorare la resistenza sismica e strutturale degli edifici, il consolidamento dei muri a sacco non avviene solo dall’interno, ma spesso prevede che si intervenga anche dall’esterno.
Per farlo si usa la tecnica dell’intonacatura armata, che consiste nell’applicazione di una rete sotto lo strato superficiale di intonaco, tramite connettori che ne garantiscono l’ancoraggio al supporto. Questo sistema permette di rende la struttura più performante sia dal punto di vista statico che da quello dinamico, senza stravolgere l’aspetto originale degli edifici.
In passato venivano usate reti metalliche elettrosaldate, mentre oggi si prediligono quelle in carbonio o fibra di vetro e, nei casi più difficili, i rinforzi strutturali in PBO, una fibra polimerica ultra resistente. Rispetto al metodo tradizionale, l’impiego di queste soluzioni assicura prestazioni superiori e una maggiore durabilità.
Per la posa di queste nuove tipologie di armatura, si ricorre generalmente a connettori in fibra e per la copertura si scelgono intonaci premiscelati a base di calce naturale, che offrono il giusto grado di traspirabilità.
L’insieme di tali materiali permette di realizzare sistemi CRM (Composite Reinforced Mortar) che hanno una perfetta compatibilità con le murature storiche e danno ottimi risultati in termini di miglioramento sismico.
Le migliori soluzioni per il consolidamento a sacco
Abbiamo visto quale importante ruolo svolgano gli interventi di consolidamento per muri a sacco nel preservare gli edifici storici dal degrado dovuto al tempo e dal rischio sismico. Perché siano efficaci, tuttavia, devono essere eseguiti a regola d’arte, usando le tecniche e i materiali più adatti.
Prima di avviare i lavori, è necessario effettuare una diagnostica che permetta di mappare i vuoti, per capire se effettivamente esistano spazi in cui iniettare le miscele.
Una volta accertata la fattibilità dell’intervento, è cruciale poter contare su manodopera esperta e soluzioni tecniche certificate, che offrano performance omogenee e siano di facile applicazione, per limitare l’incidenza dell’errore umano in cantiere.
Noi di Green Premiscelati siamo esperti nel ripristino, nel consolidamento e nella protezione degli edifici e offriamo un’ampia gamma di materiali predosati, eco friendly e di elevata qualità.
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