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Il risanamento edilizio rimedia ai danni causati dal tempo, riportando gli edifici al loro aspetto originario. Scopri come si effettua un restauro conservativo.

Con gli anni tutti i fabbricati vanno inevitabilmente incontro a un certo grado di deterioramento e necessitano di interventi per ripristinarne l’estetica, la funzionalità e la stabilità. Alcuni immobili, tuttavia, richiedono lavori particolari, che risolvano i problemi esistenti senza modificare la fisionomia dell’edificio.

Per ottenere questo risultato, occorre usare materiali che si armonizzino con quelli originali e tecniche compatibili con l’identità architettonica del fabbricato. Allo stesso tempo bisogna sfruttare le innovazioni disponibili per migliorare le prestazioni energetiche, adeguare l’immobile alle norme vigenti, aumentare la stabilità e la durevolezza delle strutture.

In questo articolo vedremo cosa differenzia questo tipo di lavori da una normale ristrutturazione, quali sono i vincoli esistenti e come intervenire in maniera conservativa su un immobile.

Cosa si intende per risanamento edilizio?

Il risanamento edilizio è un insieme di interventi mirati a recuperare e conservare edifici esistenti.

A differenza della ristrutturazione, tuttavia, questo tipo di opere puntano a mantenere inalterate le caratteristiche originarie. È, pertanto, esclusa la possibilità di modifiche che portino a un organismo edilizio del tutto o in parte diverso dal precedente.

In questo caso, infatti, i lavori non sono finalizzati solo a prolungare la vita dell’edificio. Alla base del concetto di risanamento c’è soprattutto l’idea di preservarne l’identità architettonica (stile, materiali, dettagli).

Questo, tuttavia, non significa che siano da escludere interventi quali l’adeguamento degli impianti o l’isolamento termico dell’immobile per migliorare le performance energetiche. Tali opere possono essere realizzate, a patto che non incidano sull’aspetto.

Una speciale forma di risanamento è quella che riguarda i fabbricati di particolare valore storico, artistico e/o culturale.

Nel caso di edifici vincolati in base a leggi statali, regionali o alle norme urbanistiche locali si parla più propriamente di opere di restauro e risanamento conservativo. La loro finalità è soprattutto quella di tutelare e valorizzare l’autenticità del patrimonio costruito.

Quali lavori rientrano nel restauro e risanamento conservativo?

Gli interventi che rientrano nel restauro e risanamento conservativo sono definiti all’art. 3 del Testo Unico dell’Edilizia. La norma specifica che si tratta di opere di consolidamento, ripristino e/o rinnovo degli elementi costitutivi volte a conservare l’edificio e ad assicurarne la funzionalità, nel rispetto delle sue caratteristiche tipologiche, formali e strutturali.

In particolare, sono inclusi i lavori finalizzati alla sostituzione di elementi degradati, come parti di intonaco ammalorate, pavimentazioni e rivestimenti danneggiati. L’obiettivo, tuttavia, deve sempre essere quello di restituire all’immobile il suo aspetto originario, lasciando sostanzialmente invariato il prospetto.

Purché non comportino aumenti di cubatura o cambiamenti nella disposizione dei volumi originari, in generale anche i lavori di ripristino e consolidamento delle strutture rientrano nel restauro conservativo. Alle condizioni citate, pertanto, l’adeguamento alle norme antisismiche, nonché il rifacimento di muri portanti, solai e tetti si possono considerare opere di risanamento.

Fanno parte degli interventi di restauro anche i lavori di eliminazione degli elementi estranei aggiunti nel tempo, che hanno alterato l’integrità storico-architettonica dell’immobile.

Rientra, infine, nella categoria l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze d’uso. È, dunque, possibile installare impianti idrici, di riscaldamento, nonché nuovi infissi e pavimentazioni, integrandoli nel modo meno invasivo possibile.

Come si fa il risanamento edilizio?

Come effettuare un risanamento

Per effettuare un risanamento edilizio, bisogna prima di tutto verificare se l’immobile è soggetto a particolari vincoli. Quindi, si deve procedere a un’attenta analisi delle criticità, in modo da poter definire gli interventi necessari e scegliere le tecniche e i materiali più adatti.

Terminata la fase progettuale, prima di avviare il cantiere occorre presentare al comune le pratiche necessarie. Nel caso di lavori di manutenzione straordinaria riguardanti parti strutturali dell’edificio, si dovrà presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).

Questa è una comunicazione ufficiale, asseverata da un tecnico abilitato, che attesta la conformità del progetto alle normative urbanistiche ed edilizie vigenti e consente di iniziare i lavori, senza dover attendere un’autorizzazione.

Per interventi di restauro di minore entità, che non riguardano le parti strutturali, invece, sarà sufficiente presentare al comune, sempre mediante un tecnico abilitato, una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA).

Una volta avviato il cantiere, si inizierà dalle opere di consolidamento e ripristino, per poi procedere con l’adeguamento degli impianti e il miglioramento energetico. Gli interventi di restauro si completeranno, infine, con l’applicazione delle finiture.

I migliori prodotti per il risanamento edilizio

La scelta dei prodotti da usare per il risanamento edilizio dipende dal tipo di interventi che occorre realizzare e dalla natura dell’edificio.

In linea generale, poiché gli immobili storici presentano spesso problemi di umidità, l’opzione migliore per malte, intonaci e pitture sono i prodotti traspiranti e deumidificanti. Eliminare la muffa e la condensa, infatti, contribuisce a migliorare la salubrità degli ambienti e a rallentare il deterioramento delle superfici e delle strutture.

Per il consolidamento e per il risanamento e la rasatura delle superfici ammalorate, invece, i materiali di riferimento sono quelli rinforzati con fibre e polimeri. Gli intonaci e i rasanti fibrorinforzati, infatti, hanno ottime caratteristiche di resistenza alle crepe che si formano per via di assestamenti strutturali e sbalzi termici.

Inoltre, riescono a livellare in maniera uniforme anche supporti particolarmente disomogenei, fornendo una base ideale per l’applicazione delle nuove finiture.

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