Distinguere tra pitture, vernice e smalto è essenziale per scegliere il prodotto giusto per la tinteggiatura. Scopri quando e come usare lo smalto per interni.
Nel linguaggio comune i termini vernice, smalto e pittura sono spesso usati in maniera intercambiabile, ma ognuno di essi indica, in realtà, un diverso tipo di prodotto.
La vernice propriamente detta, infatti, è una sostanza trasparente che ha la funzione di proteggere le superfici su cui viene applicata. La pittura, invece, è coprente e si utilizza per la decorazione.
Lo smalto è una specifica categoria di vernice contenente pigmenti, che le danno anche una funzione colorante oltre a quella protettiva. Può, dunque, essere usato per la tinteggiatura delle pareti, soprattutto in ambienti soggetti a usura, umidità o macchie.
In questo articolo approfondiremo le caratteristiche della vernice a smalto e le sue modalità di applicazione.
Che differenza c’è tra pittura e vernice per interni?
La principale differenza tra pitture e vernici per interni è la loro composizione. La pittura ha una formula costituita da un solvente (che in molti casi è l’acqua), pigmenti, un legante ed eventuali additivi. Questo la rende coprente e colorante e, dunque, adatta all’uso per la decorazione delle pareti.
Invece, la vernice è fatta di resine filmogene, additivi e cariche in soluzione sintetica o acquosa. Le resine formano un rivestimento non poroso sulle superfici, che le rende impermeabili e resistenti all’usura e al lavaggio. La funzione primaria di questa categoria di prodotti è, pertanto, quella protettiva.
L’azione “sigillante” svolta dalle resine evita, in particolare, la formazione della muffa sulle pareti anche in ambienti particolarmente umidi.
Per quanto riguarda gli altri componenti, gli additivi servono a dare alla vernice specifiche proprietà tecnologiche o estetiche, mentre le cariche fungono principalmente da riempitivi. In passato esistevano solo prodotti con solvente sintetico, ma nel tempo sono state studiate anche formule più ecologiche a base d’acqua.
Come la pittura, tuttavia, anche la vernice può avere un potere coprente e colorante. In questo caso si parla più propriamente di vernice a smalto.
Vediamo insieme caratteristiche e modalità di applicazione di questo prodotto.
Cos’è la pittura a smalto
La pittura a smalto è un tipo di vernice la cui formula, oltre agli elementi menzionati in precedenza, include anche pigmenti. Di conseguenza, insieme alla capacità di proteggere le superfici che hanno tutte le vernici, gli smalti murali hanno anche la proprietà di decorarle.
La resa cromatica di questo tipo di prodotti è intensa: il colore risulta coprente e ha un’eccellente tenuta nel tempo. La finitura, invece, può essere lucida, satinata oppure opaca, ma in tutti i casi l’effetto risulta comunque liscio e piuttosto brillante.
Per le loro caratteristiche tecniche ed estetiche, smalti e vernici sono indicati per la tinteggiatura di ambienti umidi che richiedono standard igienici elevati. Il loro campo di applicazione ideale sono bagni e cucine, mentre sono poco adatte per il soggiorno o le camere da letto.
Gli usi dell’idropittura e di altri prodotti per la tinteggiatura, pertanto, si sovrappongono solo parzialmente a quelli dello smalto murale, che risulta un po’ meno versatile.
Le sue prestazioni in termini di durata, lavabilità e resistenza all’umidità, tuttavia, sono nettamente superiori, al punto da poter essere persino usato in alternativa ai rivestimenti in piastrelle.
Come dipingere con la vernice a smalto
L’applicazione delle vernici a smalto richiede un’accurata preparazione del supporto. Rispetto alle pitture, infatti, questo tipo di prodotti tende a evidenziare ogni imperfezione, per cui è essenziale un fondo perfettamente liscio, asciutto e privo di polvere.
Innanzitutto si devono stuccare eventuali buchi e crepe e poi carteggiare minuziosamente tutte le aree che presentano irregolarità. Per una resa migliore, prima dell’applicazione dello smalto, si consiglia anche di dare una mano di fissativo specifico, che aiuterà a uniformare l’assorbimento della superficie e ad assicurare un’adesione ottimale.
Un rullo a pelo corto (5-8 mm) è lo strumento ideale per la stesura della vernice, in quanto permette di ottenere una finitura più omogenea. Per evitare antiestetiche striature e segni di ripresa, si dovrebbe procedere per piccole sezioni, incrociando le rullate e mantenendo il bordo del rullo sempre bagnato.
Gli smalti vanno applicati in strati sottili, per evitare colature o difetti di polimerizzazione, che possono dare luogo a deformità, sollevamenti o parti appiccicose.
Nonostante l’elevata copertura, normalmente sono necessarie due mani di vernice. La seconda va data rispettando rigorosamente i tempi di asciugatura, che per i prodotti all’acqua generalmente non superano le 4 ore, mentre per quelli a solvente possono arrivare a 24 ore.
Che tipi di smalti ci sono?
Esistono diversi tipi di smalti murali, che si distinguono principalmente in base alla loro composizione e alla finitura.
Dal punto di vista chimico, i prodotti si dividono in due categorie: vernici all’acqua e a solvente. Per gli interni oggi si preferiscono le formule all’acqua, che asciugano rapidamente e hanno minori emissioni di composti organici volatili (VOC).
Per quanto riguarda l’estetica, invece, la scelta è tra finiture lucide, satinate o opache. Lo smalto lucido è il più “classico” e facile da pulire, ma fa risaltare molto eventuali irregolarità del supporto, a differenza di quello opaco, che le maschera meglio, mentre la vernice satinata ha una luminosità quasi perlata.
In commercio si trovano, inoltre, prodotti con formulazioni specifiche dalle proprietà antibatteriche o igienizzanti.
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