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L’idropittura è un’alternativa ecologica ai prodotti tradizionali per la tinteggiatura delle pareti. Scopri tutte le sue applicazioni e i suoi vantaggi.

La pittura e la decorazione dei muri sono tra le opere più importanti per rendere gli spazi belli da vedere e piacevoli da vivere. Scegliere i prodotti più adatti è fondamentale per garantire la durata nel tempo delle finiture e per assicurare igiene e salubrità.

Le pitture a base d’acqua sono altamente coprenti, asciugano rapidamente, rilasciano meno odore e non contengono solventi nocivi. Questo le rende un’ottima scelta per l’ambiente e la salute, ma non solo. Infatti, oltre a contribuire all’estetica, a seconda della loro formulazione, svolgono anche importanti funzioni, come la prevenzione di muffe e condensa.

In questo articolo vedremo quali sono le principali tipologie e scopriremo in quali ambienti usarle, quali sono i loro vantaggi e come applicarle a regola d’arte.

A cosa serve l’idropittura?

L’idropittura è pensata principalmente per la tinteggiatura degli interni. Si tratta di un prodotto adatto a varie superfici, incluse quelle in gesso e in cartongesso, disponibile in un’ampia gamma di finiture sia opache che lucide.

Non bisogna, tuttavia, considerarla come una semplice vernice per rifinire e decorare, bensì come un prodotto funzionale.

Infatti, a seconda degli additivi contenuti al suo interno, questo genere di pittura può avere diverse proprietà. Tra queste ci sono, per esempio, la resistenza all’acqua, il controllo dell’umidità, la prevenzione delle muffe e l’isolamento termico.

In base alla loro funzione principale, si possono distinguere le seguenti tipologie:

  1. Traspirante, permeabile all’umidità ed evita la muffa, risultando ideale per ambienti come bagni e cucine;
  2. Lavabile, può essere detersa con un panno umido senza perdere colore ed è adatta al soggiorno e alle camere da letto;
  3. Superlavabile, ha una finitura resistente allo sfarinamento, che sopporta lavaggi più frequenti e perfino gli agenti atmosferici;
  4. Sanificante, particolarmente igienica, in quanto contiene sostanze battericide a lento rilascio;
  5. Antimuffa, limita la condensa e ha sostanze fungicide che evitano la proliferazione delle spore;
  6. Termoisolante, contrasta la formazione di ponti termici ed è ideale per le pareti perimetrali.

L’idropittura traspirante e l’idropittura lavabile sono le più usate. La prima fa sì che i muri “respirino”, consentendo al vapore acqueo di attraversarli. La seconda, invece, agisce in maniera contraria, creando una pellicola superficiale, che la rende meno permeabile e protegge la finitura, impedendo che si rovini durante il lavaggio.

Oltre a quelle citate, oggi esistono anche idropitture in grado di catturare agenti inquinanti e sostanze pericolose per la salute presenti nell’ambiente, come la formaldeide.

Che differenza c’è tra pittura e idropittura?

Rispetto alle pitture tradizionali, che si acquistano già pronte, l’idropittura si presenta in forma concentrata e deve essere diluita con l’acqua prima dell’uso. Il prodotto di base è sempre bianco e gli eventuali pigmenti vengono aggiunti in fase di diluizione.

La sua composizione include resine acriliche o viniliche e addensanti, che la rendono più coprente e uniforme e ne aumentano la resistenza al lavaggio.

La presenza dell’acqua come diluente principale, invece dei solventi chimici che caratterizzano le pitture a tempera, la rende più ecologica e salubre, in quanto limita l’emissione di VOC (composti organici volatili). Per questo è più sicura sia durante l’applicazione sia per chi soggiorna negli ambienti.

Inoltre, a differenza della pittura tradizionale, è disponibile in varie tipologie che, grazie alla presenza di particolari additivi, hanno proprietà specifiche. Questo le regala una versatilità superiore e permette di avere un prodotto ideale per ogni ambiente e necessità.

Dove e come si usa l'idropittura

Come preparare e applicare l’idropittura

Per assicurare una buona adesione dell’idropittura, prima di applicarla occorre preparare adeguatamente il supporto. Oltre a pulire le superfici, si dovrà eliminare la muffa, se presente, e stuccare crepe e imperfezioni.

Se le pareti sono di nuova costruzione o molto assorbenti, è consigliabile dare anche una mano di primer, mentre se vi sono vecchie pitture stratificate, è opportuno effettuare una carteggiatura generalizzata.

Per la diluizione della pittura l’acqua andrà incorporata gradualmente e occorrerà mescolare con cura, fino a raggiungere una consistenza uniforme. In questa fase si dovranno aggiungere anche eventuali pigmenti per ottenere il colore desiderato.

È essenziale basarsi sulle istruzioni, in quanto la percentuale di acqua cambia da prodotto a prodotto. Solitamente viene indicato un intervallo (che può essere, per esempio, dal 20 al 40%), ed è bene mantenersi rigorosamente all’interno di esso.

In questo modo si eviterà di avere una pittura eccessivamente densa, su cui si vedranno i segni delle pennellate o delle rullate, oppure troppo liquida e che, quindi, tenderà a colare.

In generale, per un risultato finale migliore è consigliabile che la seconda mano sia più diluita rispetto alla prima ed è fondamentale rispettare i tempi di asciugatura tra una mano e l’altra.

Dove si usa l’idropittura traspirante

L’idropittura traspirante è la soluzione ideale per gli ambienti in cui si forma regolarmente vapore acqueo, come i bagni e le cucine. Inoltre, è ottima per luoghi privi di finestre e che tendono per la loro posizione a essere più umidi, come le cantine e i garage.

La sua capacità di evitare il ristagno della condensa e la formazione delle muffe la rende la scelta perfetta anche per le stanze scarsamente arieggiate e gli immobili abitati solo saltuariamente.

Questo tipo di pittura si dimostra particolarmente adatto anche per gli ambienti esposti a nord, che sono tendenzialmente più freddi e meno soleggiati e, quindi, più soggetti ai ponti termici.

L’idropittura, tuttavia, da sola non basta a garantire una casa salubre e priva di antiestetiche macchie. Per risultati ottimali, è tutto l’insieme dell’edificio che deve “respirare”. In presenza di umidità elevata diventa, perciò, essenziale anche l’uso di malte e intonaci con particolari caratteristiche di traspirabilità.

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